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Ramakrishna

II più grande discepolo di Râmakrishna è Narendranâth Datt, o più semplicemente Naren, detto, a partire da un certo momento, Vivekânanda, e qualificato con il titolo di swâmî (pronuncia: suami; titolo che, applicato ai membri di un'organizzazione religiosa, si potrebbe benissimo tradurre come reverendo).

Tranne che per quanto riguarda la vita spirituale e la dottrina, e per il fatto che ambedue sono originari del Bengala, maestro e discepolo sono agli antipodi sotto tutti gli altri punti di vista.

Prima di tutto dal punto di vista fisico. Râmakrishna era un povero essere gracile. Vivekânanda è un atleta, di alta statura, di forte peso, quadrato di spalle, largo di torace. Le sue sono le braccia muscolose di uno sportivo allenato a tutti gli esercizi. Il viso olivastro, dalla ampia fronte, dai grandi occhi scuri, e dalla robusta mandibola, spira impressionante maestà. Il portamento della testa è dominatore. Si vede in lui una bellezza leonina. La sua voce è (secondo la cantante Emma Calvé) «quella di un notevole baritono con vibrazioni di gong cinese».

Libri in italiano su Shrî Râmakrishna (1836-1886) e su Swâmî Vivekânanda (1863-1902), il suo più noto discepolo - A cura di Dario Chioli

L'elenco dovrebbe senz'altro essere incompleto; riporto i libri di cui conosco l'esistenza.
L'ordine dei libri è cronologico. Ogni eventuale ulteriore segnalazione sarà gradita.
Legenda: ** testi fondamentali e monografie specifiche; * testi parzialmente attinenti

 ** Swâmî Vivekânanda, Patanjali's Yoga Aphorisms, trad. it. di Giovanni Battista Penne sulla 9a edizione inglese: Patangiali, Aforismi di Joga. Coi commenti di Swami Vivekananda. Torino, F.lli Bocca Editori, 1922, pp. 185. Con glossario. 2a edizione nel 1945 con introduzione di Yogi Ramacharaka (alias Willliam Walker Atkinson) e con il titolo: Aforismi del sistema yoga di Patanjali, ried. poi da Napoleone, Roma, nel 1971 [è la seconda parte del volume Râja Yoga, non riprodotta nella traduzione Astrolabio-Ubaldini].

Nell’estate 2006, ci sono stati diversi incontri fra gli Swami del Ramakrishna Math e alcuni praticanti italiani del Vedanta che hanno partecipato alle festività di Krishna e ad un seminario presso il Centre Vedantique Ramakrishna a Gretz e ad un incontro ad Assisi, verso la fine di Agosto. Non tutti quelli che avrebbero voluto partecipare, sono riusciti ad esserci. Queste righe sono state sollecitate da chi è potuto essere presente solo col cuore. (L'articolo è uscito sul Quaderno Advaita & Vedanta n. 14, Download articolo formattato e in PDF.

Per l’aspirante che cerchi un ritiro consono al percorso interiore secondo la propria via, scelta nell’ambito dell’approccio alla tradizione metafisica, ci sono diversi centri spirituali (monasteri o ashram) in cui è possibile essere ospitati per praticare la propria disciplina.

Alcuni sono più accessibili di altri, con regole più o meno strette, con connotazioni più o meno orientali. Altri centri sono molto lontani, alcuni veramente inaccessibili o l’accesso è limitato a chi ha istanze definitive.

Esistono centri dove si offrono lunghi ritiri e dove si svolgono diverse pratiche ed esercizi spirituali organizzati, esistono centri dove si va per praticare la conoscenza di sé stessi, in altri si va per condividere. In quasi tutti viene richiesta almeno una minima partecipazione alle attività comuni.