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Ramakrishna

"Oh insensato, che ti sforzi di sopportare tutto
con le tue spalle! Oh mendico, che vieni a bussare alla
sua stessa porta! Deponi i tuoi fardelli nelle mani di Colui
che può reggere ogni peso…"

R. TAGORE

Certuni cercano la felicità nel benessere materiale, altri nel riconoscimento sociale, altri ancora nell’ambito affettivo…Ma chi cerca in realtà la Pace del Cuore?

 

Tempo fa un’amica mi diceva che nella vita ogni cosa poteva sparire da un giorno all’altro e di conseguenza che essa non valeva la pena di venire vissuta. Ha portato all’estremo queste sue idee sino a che, un giorno, ci ha abbandonato, lasciando dietro di sé molta pena e i cuori addolorati di coloro che le erano prossimi. Questa triste storia le sto rivivendo con un giovane di vent’anni che non è riuscito a rintracciare sotto la luce solare la bellezza della propria anima..

 
Perché tanta sofferenza ed angoscia nel cuore dei nostri giovani, o meno giovani amici? Perché tante afflizioni in un mondo strapieno di cibo e di beni materiali? Perché questa solitudine in una esistenza che si vanta di essere un piena di comunicazione?
 

Per me, la sola ed unica risposta è che gli esseri umani hanno perso di massima il senso del Sacro ed il file che li univa al Divino… In effetti, l’Amore per il Divino medica ogni ferita dell’animo e lo spalanca ad una dimensione d’infinitezza neppure immaginabile dalla mente; la comunione spirituale con il Supremo è, ne sono convinta, la vera sorgente di vita e di speranza. La gioia tanto dolce che procura questa intimità rappresenta un bene sì prezioso che nulla in terra riuscirebbe a rimpiazzare questo tesoro.

 

Pensateci: quando partite per una escursione della giornata avete l’idea di andare verso una precisa località. Da saggi viandanti, acquistate allora delle mappe per raggiungere al più presto il sito che volete visitare; oppure potete decidere di partire all’azzardo e, da viaggiatore-poeta, lasciarvi guidare dalla bellezza dei paesaggi e dal richiamo della Natura. Qui, goderete lo splendore dei dorati riflessi del sole su di un’onda cristallina; là, il vostro sguardo meravigliato si poserà su di una vetta nevosa; e ancora, il vostro animo esulterà di gioia davanti ad un corso d’acqua che scende a precipizio su di un pendio, con mille bagliori luminosi; o, resterete con il fiato sospeso alla vista di un animale selvatico, mentre si disseta ai bordi di uno stagno; o contemplerete, quietamente, il cuore pieno di gratitudine, un tramonto, o il levarsi della luna. Poco a poco, senza accorgervene, entrate in comunione con l’intera Natura; scoprite il sacro nell’istante presente; create il silenzio interiore per ascoltare. Ascoltare, sì.. Ascoltare cosa? Ascoltare la piccola voce che vi parla di pace e di amore…

 

Sicuramente, il primo viandante è, in apparenza, bene organizzato. Possiede tutti gli strumenti necessari alla riuscita del suo progetto. Ogni cosa è sotto controllo, programmata da una mente avida di rigore e di strutture; ma, cosa avverrà se l’auto subisce una panne? Certo, una crudele delusione, poiché ogni suo progetto sfumerà. Un senso di ingiustizia si impadronirà, allora, del nostro viaggiatore; lui, che aveva sì ben preparato ogni cosa; c’era proprio bisogno che gli capitasse questo contrattempo? Solo che, ecco, egli ha semplicemente dimenticato di rimettersi alla sua guida interiore, al suo essere profondo. Il mentale propone, ma l’io profondo dispone! Molti nostri contemporanei trascorrono così la loro vita. Di progetto in progetto, procedono senza interpellare la loro voce interiore; e, a volte, credendolo ben fatto, si allontanano dal loro cammino. Ed allora la vita li rimette, a volte con brutalità, sul sentiero del proprio destino. La cecità mentale che impedisce loro di vedere la realtà, l’incomprensione e la non accettazione quotidiana degli avvenimenti dell’esistenza li conducono, poco per volta, verso il disincanto, l’angoscia e l’amarezza. Essi tentano sovente di sfuggire al loro destino sia usando la violenza, sia attraverso le droghe; oppure, incupiscono nella disperazione e, in ultima ipotesi, arrivano a volgere le spalle alla vita. Che peccato! E’ tutta questione di un’ottica. E’ tutta questione di comprendere il nostro ruolo sulla terra.

 

Vi siete già interrogati sulle ragioni per le quali vi trovate qui in basso, e quale ruolo dovete sostenere nella commedia umana? Avete già preso coscienza che ogni essere umano occupa un posto che gli è proprio? La medesima comparsa diviene essenziale per la buona rappresentazione di una commedia… Di conseguenza cambiamo atteggiamento, abbandoniamo la tristezza ed una visione solo mentale degli avvenimenti, ed apriamo generosamente la porta del nostro cuore: apparirà un mondo di Pace.

 

Quale meraviglia quando scopriremo in fondo a noi stessi un paesaggio dalla serenità e dalla bellezza senza pari! Poiché esistono, celati dalla vostra anima, la dolcezza delle colline verdeggianti che si distendono ai bordi di un lago luminoso come il diamante, lo splendore e la maestosità delle cime innevate, che si slanciano verso il cielo; la tranquillità di una bella casa, circondata da un accogliente prato, in cui mormora un gaio ruscello; il profondo silenzio dell’alba, prima che si risvegli, poco a poco, il cinguettare degli uccelli; la forza della cascata, che esplode in fasci di luce; l’infinito del mare, gioiello blu sotto il sole d’estate; la tenerezza della cerva che lecca il suo piccolo cerbiatto; l’infinito amore del sole che avvolge la terra. La pace sta lì, rannicchiata in fondo al vostro cuore. Basta aprire la porta e raccoglierla, come le gocce di rugiada nel calice di un fiore.

 

Allora, superate la porta e partite con gioia alla scoperta di questo mondo di Pace e di Amore. Abbandonate tutto ciò che vi ingombra: l’orgoglio, la testardaggine, la volontà di gestire ogni cosa e, con umiltà, abbandonatevi alla Voce divina. Per raggiungere questo, fate silenzio. Ascoltate in voi il mormorio discreto e melodioso di questa piccola voce; lasciatevi circondare dalla sua dolcezza e dalla sua tenerezza, e rispondete alla sua serena gioia con lo slancio di un amore infinito. E come il mio secondo viandante partite sul cammino della vostra vita con il sorriso sulle labbra. Non fissatevi un obiettivo preciso, e non temerete più la delusione di non doverlo raggiungere; non provate a cercare da soli la direzione giusta, ma lasciate che il Divino prenda la vostra mano e vi guidi con chiaroveggenza e amore. Quale pace nel non dover più cercare nulla, e nel rimettersi in totale fiducia – come un piccolo bimbo – alla Sua Volontà!

 

Ascoltate, ascoltate il silenzio. Cessate di temere, poiché sentirete la benevole ed amorosa presenza dell’Eterno Amico. Confidategli, senza tema, le vostre pene. Vi avvilupperà con il Suo Amore e vi infonderà la forza di far fronte ai tormenti della vita. Ricevete la grazia dei suoi benefici e meravigliatevi dei gioielli che vi offre: lo smeraldo della Speranza, il rubino dell’Amore, lo zaffiro della Pace e il diamante della Conoscenza. Con l’animo ebbro di gioia lascerete allora scorrere lagrime di gratitudine verso Colui che sa colmare i cuori.

 

Di conseguenza, la Pace del Cuore non cercatela in ciò che è effimero, poiché inevitabilmente la sofferenza, presto o tardi, sarà la vostra sorte. Scoprite la pace del cuore nella Bellezza e nella Gioia dell’Eterno. Concedetevi questa felicità almeno cinque minuti al giorno. Rientrate semplicemente in voi stessi. Non cercate nulla. Ascoltate.

 

Tratto da un numero di Vedanta - Centre Vedantique Ramakrishna